In teoria:
partenza prevista di Max da Roma h. 19:00, arrivo a casa h. 22:00 (esagerando).
In pratica:
Arrivo all’aeroporto h. 16:30 circa.
L’aereo delle 19:00 è in ritardo di un’ora, partenza prevista h. 20:00, causa maltempo, e vabè.
L’aereo previsto delle 20:00 è in ritardo di altre due ore, partenza prevista h. 22:00, e ok.
L’orario previsto delle 22:00 scivola alle 22:30, almeno parte.
Check-in fatto, l’aereo alle 22:30 c’è. Manca l’equipaggio che, con comodo, arriverà verso le 23:40 e potranno partire, Amen.
L’orario dalle 23:40 scivola ancora alle 23:50, pazienza.
Altro cambio d’orario, l’aereo partirà alle 00:30.
H. 00:43 Max è imbarcato ma l’aereo non parte.
H. 00:46 partenza prevista per meno di venti minuti dopo.
Alle 01:44 l’aereo ancora non è partito.
L’aereo parte, finalmente, alle 01:50, arrivo a Cagliari per le h. 03:00.
Arrivo a casa alle h. 04:35 circa.
Un viaggio che, dalla partenza alle 19:00 doveva durare si e no due ore e mezza si è trasformato in un’Odissea durata ben 12 ore.
Chi devo ringraziare?
Qualcuno (o più probabilmente nessuno) si starà chiedendo come mai siamo un pò assenti dal blog ultimamente… la colpa è sua!
Facebook, feisbuk o faccialibro, chiamatelo come volete,fatto sta che è diventato come una droga.
Dobbiamo preoccuparci?
E’ da ieri che sono “ravvreddada”… sto andando avanti ad Actidue ed Aspirina. Spero mi passi in fretta.
Non ne posso più! Urgono fazzoletti!

Non credevo avrei mai scritto un post simile, eppure è arrivato anche quel giorno. Sto parlando della casa, la nostra casa, quel nido dove uno si rintana dopo il lavoro, dove sbracarsi sul divano abbracciati davanti alla tv, dove ci si sente al sicuro, dove si è padroni del proprio tempo. La casa, si sa, è per sempre. Più o meno.
Noi nel 2005, prima di sposarci, abbiamo trovato quel nido di cui sopra, convinti che sarebbe stata la nostra casa per sempre, visto anche il mututo 25ennale che ci abbiam messo sopra. Ora, dopo tre anni e per cause non dipendenti dalla nostra volontà (che non vi sto qui ad elencare), diciamo solo che c’è stata una piccola cosa che è stata la spintarella decisiva per farci prendere questa direzione, dobbiamo cercare un’altra casa. E vendere questa, naturalmente.
Quindi, sotto con la ricerca, e speriamo di trovare, questa volta, la nostra casetta, e che sia quella definitiva. Augurateci buona fortuna, ne abbiamo bisogno.
Non ti conoscevo di persona, ma so che avevi 24 anni.
Non ti ho mai visto e mai ti vedrò perché tu, ieri mattina, sei volato in cielo, improvvisamente.
Non ho parole, sono sconvolta, piango davanti al pc senza poter smettere.
Sarai sempre nei nostri pensieri e nel nostro cuore, ciao, Tommy, fai buon viaggio.
Voglio esprimere ai miei amici i migliori auguri che posso.
Vi auguro tutto ciò che desiderate, questo è il giorno più bello della vostra vita ed io, anche se non sono fisicamente lì con voi, lo sono con tutto il cuore, l’anima e la mente. Vi amo di bene e ve ne auguro infinitamente. Che possiate amarvi sempre come in questo giorno promettete davanti a Lui.
Vi stringo in un forte abbraccio, tutti e due, una lacrima scorre lenta sul mio viso, e vi immagino davanti a quell’altare, emozionatissimi, con la mano nella mano, splendidi nei vostri abiti della festa, ma ancor di più nei vostri visi ed occhi sorridenti.
Tanta felicità!!!! Vi voglio un mondo di bene!!!!
Ho le unghie lunghe. Strano, come anche che non si siano ancora spezzate.
Ho messo lo smalto:
Quanto durerà? Ma soprattutto, durerà?
I preparativi e le prove per i matrimoni del prossimo fine-settimana continuano.
…neanche fosse il mio, tzè.
in Pensieri sparsi.
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Oggi, 29 maggio, se lei fosse ancora qui tra noi, la mia nonnina compirebbe ben 96 anni.
Se n’è andata che ne aveva 84, una bella età, ma io ero ragazzina ed ancora non me l’ero goduta come si deve, avendo vissuto tutta la mia infanzia “in continente”, lontano da lei che era qui in Sardegna.
Ed essendo anziana, certo non viaggiava volentieri, cosa necessaria per poter venire a trovarci. Ho solo alcune foto della sola volta che lei venne da noi quando io avevo pochi anni (due, credo).
Ricordo ancora, nel ‘96, ad aprile ero partita a lavorare all’ Elba (la prima volta che mi staccavo da casa per fare la stagione, allora 19enne di belle speranze) il 29 la chiamai per farle gli auguri di compleanno, tutta contenta che non mi ero dimenticata!
Peccato che quel 29 in cui la chiamai fosse aprile e non maggio!
Ora che non c’è più voglio ricordarla qui e farle i miei auguri!
Hai visto, nonna, che stavolta non ho sbagliato?