Un’emozione dopo l’altra alla mostra di De André al MAN di Nuoro, oggi.
Splendida giornata, la rifarei mille e mille volte.
Anche perché la mostra è multimediale e ci sarebbero volute tipo 12 o 24 ore per goderla tutta tutta, fra video, video-interviste, manoscritti di Faber, foto, quaderni autografi, diari, lettere, spiegazioni video di canzoni ed album…
Dopo la mostra pranzetto in una trattoria: abbiamo mangiato benissimo e speso relativamente poco.
Al ritorno ci ferma la polizia e i due polizoitti mi dicono, testuali parole: “Lei è gravida? Non deve mettere la cintura di sicurezza. E’ in evidente stato di gravidanza e può risultare pericolosissima per il suo stato. E poi comprime il pancione.”
Mi fido e la tolgo, restando un po’ incredula comunque.
Tanto non mi dava fastidio alcuno e ormai sono talmente abituata che mi sento quasi nuda, senza.
Torno a casa e cerco su google: cinture di sicurezza donne incinte.
Primo sito trovato: Polizia di Stato.
Leggo:
Donne incinte: cinture si o no?
Anche le donne incinte devono usare le cinture di sicurezza perché non solo non danneggiano il bambino ma riducono i rischi in caso di incidente.
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Preparatissimi i poliziotti che ci hanno fermato, eh?











la mostra di de andrè dovrebbe essere più o meno la stessa che fino a giugno era a genova a palazzo ducale.hai ragione,ci sarebbe voluto almeno un giorno intero per vederla decentemente.
c’era la lettera di fabrizio a babbo natale?
con certezza io so solo che le cinture per le donne in gravidanza non sono obbligatorie.non sono invece certo del fatto che possano essere pericolose.anche se ho sempre pensato di si vista la dispensa dall’uso.
Sì, proprio quella. L’hai vista? Meravigliosa…
La letterina a Babbo Natale c’era (veramente ce n’erano almeno due), e la lettera di sua madre biografia di Fabrizio mi ha commossa tantissimo…
Piangevo come una fontana davanti alla bacheca…
Mi hanno colpito molto anche le sue frasi sui sardi e sulla Sardegna, ed il paragone con gli indiani, peccato non si potessero fare foto per ricordarle, per via dei diritti d’autore.
la lettera alla madre ora mi sfugge…a genova era praticamente impossibile visitare tutto e sopratutto visitare tranquillamente giacchè le sale erano piuttosto piccole ed era pieno di gente!!