Il mio paesello d’origine, Furtei, è balzato agli onori della cronaca, anche nazionale, anni fa, quando ci fu una scoperta “sensazionale”: nel suo sottosuolo c’era ORO!
E miniera fu.
Posti di lavoro, profitti in qualche modo per il paese tutto, australiani in ogni dove che scorrazavano per il paese con i loro jeepponi.
Ma.
Sì, c’è stato un ma.
L’allora sindaco non aveva previsto un paio di cosette, niente di che:
- devastazione ambientale, senza conseguente rimboschimento;
- inquinamento ed avvelenamento del territorio circostante.
E così… ecco a che punto siamo arrivati oggi, 15 febbraio 2009:
E nelle colline adesso ci sono mille buche, carotaggi, fenditure affascinanti e perverse come lo sono le cave, miscuglio e ferite dell’uomo, l’opera, la natura. Nelle cavità i laghetti mutano in acqua acida, e la schiuma è avvelenata.
È quel che resta della corsa all’oro nel Medio Campidano. Cominciata 12 anni fa, quando i tecnici della Sardinia Gold Mining isolarono il primo lingotto e lo annotarono nel libro.
Fonte: I cercetori d’oro e i veleni che minacciano Cagliari.











Una delle controindicazioni delle estrazioni minerarie e proprio l’inquinamento delle falde acquifere con sostanze tipo mercurio arsenico e quant’altro.
Bisogna mettere tutto nero su bianco con le imprese di estrazione altrimenti per abbattere i costi se ne fregano dell’ambiente purtroppo.