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Una mattina mi son svegliato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.O partigiano portami via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.E se io muoio da partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellirSeppellire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fiorE le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
mi diranno che bel fiorQuesto è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà
Signor presidente
Ho pianto notti morte d’illusione
Sorde inermi ed effimere grida
Negli anni armati della repressione
Ma un aprile cadeva imminente
Sulla fiamma dell’orda meschina
Non dimentichi presidente
La terra libera su cui cammina
Ho visto signor presidente
La sua memoria è volata via
Risucchiando il soffio della storia
Sulle ali nere della nostalgia
Il passato è un vento di terrore
Tra l’oblio e la viltà si avvicina
Tra vecchi sogni di razza e nazione
Sopra il vuoto in cui lei ora cammina
Tuonava la belva squadrista
Foraggiata dal suo dittatore
Contro il fuoco della resistenza
Dai rigurgiti dell’invasore
Vil pregava la bianca vergogna
Contro il fiore della libertà
Gli occhi chiusi di nera menzogna
Nel silenzio la sua immunitàMarcia ancora il vecchio padrone
Cieco d’odio per le città
Striscia infame sulla memoria
Dell’eroe morto per l’idealIl nemico è alle porte
Freddo il cuore alla vista
Ma il passato è la morte
Di un futuro senza verità
Odo ancor presidente
Quel tuo grido fascista
Il vento fischia più forte
Scarpe rotte e pur bisogna ardir
A conquistare l’orizzonte rosso del nostro avvenir











Ti capisco..
Non è servito a nulla… a nulla mostrare a cosa si stava andando incontro, né il video dall’Abruzzo, né le malefatte di cappelletti quando era alla SGM.
Che vergogna!