Sta arrivando un bebè! ^__^


29agoAuschwitz

Oltre al suo autore, Guccini, l’hanno cantata un po’ tutti dai Nomadi ai Modena City Ramblers, ma a me, chiunque la canti, fa venire sempre i brividi, anche quando la cantavamo noi amici con una chitarra in spiaggia o nelle scampagnate del 25 aprile o di Pasquetta.

A voi il testo, rabbrividiamo insieme, per non dimenticare mai:

Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…
Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

Per fare in modo che non succeda mai più una cosa così. Ricordiamo.

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  1. 1 duhangst Windows XP Mozilla Firefox 3.0.1 29 ago 2008

    Concordo, non dimentichiamo.

  2. 2 gds75 Windows XP Mozilla Firefox 3.0.1 30 ago 2008

    è proprio vero è che è un grande!!!

  3. 3 Monica M. Windows XP Mozilla Firefox 3.0.1 01 set 2008

    Anche a me questa canzone fa venire i brividi. E fa pensare. A quanto l’uomo non impari mai dai propri errori. E mi viene in mente una frase di Primo Levi, anche lui vittima della belva umana, anche se ha avuto la fortuna di non diventare cenere, per poi gettarsi dalle scale: “chi non ricorda la propria storia e’ condannato a riviverla”.
    Sono millenni che noi ripetiamo sempre la storia. Cambia solo vestito, si fa piu’ “elegante” e “sofisticata” ma e’ sempre la stessa.

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