Eravamo in crociera. Una nave piccola, come quelle di linea Sardegna-Continente (non uno di quei cosi mastodontici, per intenderci). Insomma i saloni, le cabine… tutto bello, come è sempre in una crociera.
Ad un tratto, eravamo in camera, ed io dovevo andare in bagno. Entro e sembra uno spogliatoio di una palestra: file di lavandini, docce, faccio per andare in bagno e tutto cambia, rimane una piccola cabina, con i fon da parete per asciugarsi le mani, di quelli a pulsante che si trovano nei bagni pubblici. Ad un tratto sto bagno-cabina ruota su se stesso, come fosse bloccato alla nave solo da due perni alle estremità. Ed io vedo l’acqua del mare dall’oblò e dalle porte (ne aveva due, una che dava sul mare ed una all’interno della nave). Penso che la nave stia affondando, apro per sbaglio la porta che da sul mare ed entra l’acqua: panico!
Cerco di scappare dall’altra porta, prima di affogare. Corro a prendere le mie cose, ma salvo solo tutte le mie chiavi (di casa mia e non so di dove altro) e me le fisso in vita.
Mi vedo in terza persona correre come una pazza gridando che la nave affonda e ad un certo punto arrivo dove c’è una fila di gente pronta a scendere, e mi faccio largo a gomitate. Sono in reggiseno e mutande. Tutti mi guardano strano, vedo gente del mio paese che pensa che sono pazza, e me lo fa notare.
Ecco, scendo dalla nave, finalmente, e ancora in preda al panico continuo a dire, stavolta alle hostess che la nave affonda e bisogna salvarsi. Poi mi accorgo che solo la cabina-bagno era ruotata su se stessa ed era proprio attaccata alla nave con due perni alle estremità, così come tutti i bagni (come i calciatori del calcio-balilla) e non stava affondando nulla.
Allora dico, anzi grido: “La mia roba!!! Ho lasciato tutto in cabina!!! Devo andare a recuperarla!!!”
Le hostess mi dicono che non si può, peggio per me, in nave non si torna! Io le prego in aramaico antico, ma non si smuovono. Ad un certo momento, non so come, mi ritrovo scortata da una hostess in nave. Che continua a dire che non posso, che la nave ora non si può vedere perché stanno rifacendo le camere, alchè rispondo che io ho lavorato in un albergo e ne ho viste di camere da rifare, dov’è il problema? Poi l’idea! Guardi, le dico, io vengo in nave con una benda sugli occhi e lei mi fa da guida. Allorché mi porta dal “direttore” (forse il comandante, boh?) che parla al telefono e non mi “caga di striscio”, io provo a domandare, ma niente, mi chiude una porta a vetri in faccia! Poi si rivogle a me chiedendomi il problema e glielo espongo.
Non si può recuperare la roba dimenticata nelle cabine! Ma io dico che l’ho lasciata apposta per salvarmi che credevo la nave affondasse… così, preso da un impeto di pietà mi fa recuperare tutto. Però non mi ricordo altro… che sogno, eh? Mente malata, la mia, lo so!